PROFESSIONE

SOCIOLOGO

Elenco delle Associazioni delle Professioni non regolamentate

Il d. lgs. 206/2007 ha recepito la direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. In questo contesto, il procedimento di cui all’art. 26 d.lgs. 206/2007 prevede l’inserimento in un elenco tenuto dal Ministero della giustizia delle associazioni che, in base al possesso di determinati requisiti, sono considerate rappresentative a livello nazionale delle professioni non regolamentate nonché delle associazioni di categoria rappresentative a livello nazionale delle attività nell’area dei servizi non intellettuali e non regolamentate in Italia.

Numero d’ordine: 49

Nome dell’associazione: ANS – Associazione Nazionale Sociologi

DM: 07/08/2014 – Il procedimento previsto all’art. 26 del d.lgs. 206/2007 prevede l’inserimento in un elenco tenuto dal Ministero della Giustizia delle associazioni che, in base al possesso di determinati requisiti, sono considerate rappresentative a livello nazionale: delle professioni non regolamentate dei servizi non intellettuali. Tale procedimento non è finalizzato ad un riconoscimento o ad altra forma di regolamentazione, ma è specificamente volto alla individuazione degli enti che risultino essere in possesso dei requisiti strumentali all’annotazione nell’elenco.

La reale finalità dell’elenco consiste infatti nell’individuare quali, tra queste associazioni, siano idonee ad essere “sentite” dalle autorità competenti in sede di elaborazione delle piattaforme comuni europee. Una piattaforma comune è una serie di criteri che permettono di colmare la più ampia gamma di differenze sostanziali che sono state individuate tra i requisiti di formazione in almeno i 2/3 degli Stati membri, inclusi tutti gli Stati membri che regolamentano la professione in questione (dal 16° Considerando della direttiva 36/2005/CE). Le domande di annotazione devono essere indirizzate al Ministero della giustizia – Dipartimento per gli affari di giustizia – Direzione generale della giustizia civile – Ufficio III, che valuta la sussistenza dei requisiti delle stesse e richiede al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) il prescritto parere.

Le associazioni che sono inserite nell’elenco vengono individuate, a seguito dell’istruttoria e previo il parere del CNEL, con decreto del Ministro della Giustizia, di concerto con il ministro per le politiche europee e del ministro competente per materia.

Numero d'ordine 0

Decreto Ministeriale 07/08/2014

ANS SOCIOLOGI ed UNI Ente Italiano di Normazione

Sociologo professionale
Requisiti di conoscenza, abilità e competenza

ICS : [03.040] - Stato : IN VIGORE

Norma UNI 11695:201

In questi ultimi anni si sono tenute a Milano e Bologna, una serie di riunioni della Commissione Tecnica UNI “Attività professionali non regolamentate” (APNR), e precisamente del Gruppo di Lavoro chiamato dall’UNI UNI/CT 006/GL 17 “Sociologo” per predisporre la scheda normativa relativa alla attività professionale del Sociologo; tra i presenti, i rappresentanti delle più importanti Associazioni di Sociologia tra le quali l’AIS (che associa i docenti universitari).

Il dr Pietro Zocconali, Presidente dell’ANS, membro del suddetto GdL, ha rappresentato la nostra Associazione. La Norma viene così presentata da UNI.

NORMA UNI

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La norma definisce i requisiti relativi all’attività professionale del Sociologo, ossia la figura professionale che studia, osserva, rileva e analizza fenomeni, processi, strutture e sistemi sociali, ne interpreta il loro manifestarsi, nei diversi aspetti di persistenza e mutamento, attraverso la costruzione e l’utilizzo di specifici indicatori e di modelli descrittivi, esplicativi e di simulazione, a vario livello di generalizzabilità e applicabilità. 

Anche in accordo con altre figure professionali, il Sociologo:
a) ricostruisce nessi casuali, formula ipotesi probabilistiche, descrive effetti e scenari che derivano dalla combinazione di persistenze e mutamenti (per esempio, innovazioni, riforme, politiche e interventi), nei diversi contesti e ambiti di azione sociale; b) progetta e rende operativi strumenti di monitoraggio e valutazione del disegno di ricerca, nonché della attuazione, nei diversi contesti di riferimento, di riforme, politiche e interventi che incidono sugli assetti delle strutture organizzative e sulla qualità della vita degli attori che in esse operano. Detti requisiti sono specificati, a partire dai compiti e attività specifiche identificati, in termini di conoscenza, abilità e competenza in conformità al Quadro europeo delle qualifiche (European Qualifications Framework – EDF) e sono espressi in maniera tale da agevolare e contribuire a rendere omogenei, per quanto possibile, i processi di valutazione e convalida dei risultati dell’apprendimento.

Nella presente norma detta figura è articolata in due livelli professionali: Sociologo di base (vedere punto 3.10) e Sociologo Specialista (vedere punto 3.11).

Il riconoscimento di una professionalità al di fuori di un proprio ordine di appartenenza è uno degli ambiti più dibattuti degli ultimi tempi. Questo vale per professioni prettamente tecniche/tecnologiche che per quelle scaturite da nuovi bisogni dettati dal mercato e dalla società. In UNI la commissione tecnica che si occupa di elaborare documenti attinenti questo argomento prende il nome di “Attività professionali non regolamentate”. È sua la recente realizzazione della UNI 11695. Questo documento definisce i requisiti relativi all’attività professionale del sociologo, ossia la figura professionale che studia, osserva, rileva e analizza fenomeni, processi, strutture e sistemi sociali, ne interpreta il loro manifestarsi, nei diversi aspetti di persistenza e mutamento, attraverso la costruzione e l’utilizzo di specifici indicatori e di modelli descrittivi, esplicativi e di simulazione, a vario livello di applicabilità. Anche in accordo con altre figure professionali, il sociologo:

a) ricostruisce nessi casuali, formula ipotesi probabilistiche, descrive effetti e scenari che derivano dalla combinazione di persistenze e mutamenti (per esempio, innovazioni, riforme, politiche e interventi), nei diversi contesti e ambiti di azione sociale;

b) progetta e rende operativi strumenti di monitoraggio e valutazione del disegno di ricerca, nonché della attuazione, nei diversi contesti di riferimento, di riforme, politiche e interventi che incidono sugli assetti delle strutture organizzative e sulla qualità della vita degli attori che in esse operano.

Questi requisiti sono specificati, a partire dai compiti e attività specifiche identificati, in termini di conoscenza, abilità e competenza in conformità al Quadro europeo delle qualifiche (European Qualifications Framework – EQF) e sono espressi in maniera tale da agevolare e contribuire a rendere omogenei, per quanto possibile, i processi di valutazione e convalida dei risultati dell’apprendimento. Inoltre, la norma suddivide la professionalità in due livelli: sociologo di base e sociologo specialista.

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