Corso di Specializzazione in Neurosociologia - Associazione Nazionale Sociologi - Dipartimento Lombardia * Milano

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Corso di Specializzazione in Neurosociologia

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La Neurosociologia
La neurosociologia è una branca relativamente recente della sociologia che studia i processi di socializzazione e le relazioni sociali in rapporto con le strutture e le funzioni cerebrali. Essa si inquadra quale specializzazione della sociologia clinica ed utilizza strumenti di analisi ed intervento sociologici supportati dalle conoscenze neuroscientifiche, in particolare quelle sul "cervello sociale". La neurosociologia si pone in stretta relazione con le neuroscienze sociali e la psicologia sociale con le quali condivide ampi ambiti di applicazione e ricerca (Blanco, 2014).
Nel 2014, la Neurosociologia è stata riconosciuta quale specializzazione della sociologia da due delle maggiori associazioni di sociologi a livello nazionale: So.I.S. Società Italiana di Sociologia e A.N.S. Associazione Nazionale Sociologi.

Storia e fondamenti epistemologici (riassunto)
«Nella mia carriera di sociologo mi sono interessato per la prima volta alla neurosociologia intorno al 1987, quando uno studente mi ha prestato il libro di Michael Cazzaniga "Il cervello sociale". Se il cervello umano era davvero sociale, ho pensato che i sociologi e i loro studenti avrebbero dovuto essere i primi a conoscerlo e non gli ultimi».
Così David D. Franks, professore emerito di sociologia presso il Dipartimento di Sociologia della Virginia Commonwealth University, iniziò a fare le prime considerazioni sull’utilità delle neuroscienze sociali in campo sociologico da una parte e dall’altra sul contributo che la sociologia, in quanto studio scientifico della società, poteva fornire alla ricerca e allo sviluppo delle neuroscienze. A Franks va il merito di aver finalmente creato un ponte tra la sociologia e le neuroscienze grazie ad una serie di pubblicazioni culminate nella sua ultima opera "Handbook of Neurosociology" (Franks, D., Turner, J., 2013).
Giacomo Rizzolatti, uno dei più grandi neuroscienziati del nostro tempo, a cui va il merito di aver fatto una delle più grandi scoperte sul cervello di tutti i tempi, i neuroni specchio, nel corso di un’intervista ha dichiarato: «..in generale, non ci siamo occupati molto delle applicazioni pratiche della scoperta dei neuroni specchio. Dovrebbero essere i sociologi a puntare su quest'aspetto per migliorare l'empatia» (Repubblica.it, 2012).
La neurosociologia ha, innanzitutto, l’ambizione di creare un ponte robusto tra sociologia e neuroscienze dove far transitare a doppio senso metodi e conoscenze di entrambe le discipline; ma, soprattutto, la neurosociologia si occupa di studiare i processi di socializzazione e le relazioni sociali in rapporto con le strutture cerebrali da un punto di vista "clinico", cioè in un contesto di vicinanza tra osservatore ed osservato e dove vi sia coinvolgimento con le situazioni e con i fatti sui quali il sociologo agisce. Pertanto, la neurosociologia si serve del sapere delle neuroscienze per diffondere gli aspetti "pratici" della sociologia e, in tale ottica, possiamo inquadrarla come specializzazione della sociologia clinica. Quest’ultima, infatti, si propone di "intervenire per cambiare" situazioni "singolari", siano esse di un individuo o di un gruppo ovvero di una comunità, un’organizzazione o un’istituzione (Luison, L. et al., 1998).
Nel libro "Le professioni del sociologo" (2006), Remo Siza riassume i concetti chiave della sociologia clinica, sorta negli Stati Uniti negli anni ’20 del secolo scorso, e percorre le varie tappe che ne hanno determinato lo sviluppo. In questo testo, Siza spiega che al sociologo clinico si chiede di analizzare le situazioni ma anche di avere competenze nelle tecniche di intervento, in una logica interdisciplinare. Inoltre, riprendendo uno scritto di Louis Wirth sulla sociologia clinica, apparso nel 1931 sull’American Journal of Sociology, Siza ci dice che la sociologia non può che avvantaggiarsi da una focalizzazione sulla persona: tutte le scienze sono teoriche ma non richiedono, per questo motivo, di essere separate dalla vita quotidiana.
La neurosociologia, quindi, rispecchia in pieno gli obiettivi della sociologia clinica. Infatti, il neurosociologo analizza le situazioni ed ha competenze tecniche di intervento in una logica interdisciplinare. L’interdisciplinarietà, per il neurosociologo, prevede la conoscenza delle strutture neuronali, delle funzioni e dei processi cerebrali che determinano il comportamento sociale. Infine, il neurosociologo, si focalizza sulla persona e sulla vita quotidiana, sia per le attività di studio dei fenomeni che lo riguardano che per le applicazioni delle sue conoscenze.
La neurosociologia utilizza le conoscenze delle neuroscienze per lo studio dei fenomeni sociali e delle relazioni umane, partendo dalla "dimensione sociale" del cervello, e impiega gli strumenti della sociologia per integrare la ricerca e lo sviluppo delle neuroscienze sociali. Pertanto, da un lato la neurosociologia si inquadra come disciplina specialistica della sociologia che analizza, tramite le nuove conoscenze sul cervello, le interazioni sociali e i fenomeni devianti (e criminali) in tutti i contesti dove essi si realizzano (istituzionale, lavorativo, familiare, amicale, sentimentale ecc.). Dall’altro, la neurosociologia si delinea quale strumento in grado di implementare, integrando il sapere sociologico e quello delle neuroscienze, significativi cambiamenti nella qualità delle relazioni umane a qualsiasi livello, sia micro che macro.

Obiettivi del Corso di Specializzazione

Il Corso di Specializzazione in Neurosociologia si rivolge ai sociologi che intendono acquisire una formazione post-universitaria di alto livello in un nuovissimo campo di studio che indaga i processi di socializzazione, le relazioni sociali ed il comportamento di singoli individui e gruppi coniugando gli strumenti e le metodologie della sociologia (a livello micro) e le conoscenze delle neuroscienze. Quindi, al termine del percorso di specializzazione, il neurosociologo avrà una preparazione di elevato profilo sugli strumenti di analisi ed intervento sociologico coniugati ad una adeguata formazione in relazione all’anatomia del cervello e alla fisiologia del comportamento.

Sbocchi Professionali

Salute e Benessere

Il neurosociologo collabora con tutte le figure coinvolte nell’ambito della salute, orientandosi non sulla concezione di malattia ma sulla qualità delle relazioni sociali, partendo dal presupposto che la salute è indubbiamente favorita da relazioni sociali funzionali. Egli analizza situazioni di disagio causate da ambienti di apprendimento e/o di vita disfunzionali (es. famiglia) i quali possono determinare l’insorgenza di eccessivo stress e, di conseguenza, minare la qualità della vita sociale dell’individuo. In quest’ambito, il neurosociologo, grazie agli strumenti sociologici coniugati al sapere delle neuroscienze sociali, si pone l’obiettivo di favorire azioni di cambiamento attraverso l’educazione (o rieducazione) dei processi comunicativi (verbali, non verbali e paraverbali), l’orientamento verso altre prospettive di osservazione della realtà e la riprogrammazione degli obiettivi (mete) sociali da raggiungere.

Aziende ed Organizzazioni a vario titolo
In campo aziendale o in seno ad organizzazioni di qualsiasi tipo (scuole, associazioni ecc.), il neurosociologo ha un ruolo rilevante nell’ambito della selezione e della gestione delle risorse umane, nonché nell'organizzazione e nella formazione attitudinale e motivazionale dei team di lavoro.

Mediazione Familiare
La mediazione familiare è un "processo collaborativo di risoluzione dei conflitti". Il neurosociologo, grazie alle sue abilità sociocomunicative coniugate alla conoscenza del "cervello sociale", alle competenze in materia famiglia, diritto ed economia, è il professionista ideale per la mediazione dei conflitti familiari che mettono in gioco delicati interessi reciproci come i figli, nonché questioni materiali come le finanze, le proprietà ed altri beni.

Sicurezza, Difesa Sociale e Giustizia
Il neurosociologo è in grado di individuare e interpretare situazioni di disagio collettivo ed implementare azioni di cambiamento ed integrazione sociale e culturale. Il lavoro del neurosociologo è altresì volto alla costruzione di ipotesi e di modelli che possano essere utilizzati come strumenti avanzati per una analisi e interpretazione dei processi sociali e comportamentali. Nel campo specifico della difesa sociale, il neurosociologo tende ad esplorare problematiche essenziali riguardanti i comportamenti devianti che, grazie allo sviluppo delle ricerche delle neuroscienze, vengono approfonditi e rielaborati in maniera completamente nuova.

Comunicazione Istituzionale
Il neurosociologo si occupa dell’analisi dei contesti socio-culturali in cui operano le amministrazioni pubbliche e delle modalità con cui esse provvedono ad informare la popolazione, garantendo in tal modo l’attuazione di mirate attività di informazione ed educazione tendenti a garantire l’integrazione culturale, il senso di appartenenza alla comunità, il sentimento di sicurezza e la coesione sociale.


Programma

1° Anno di Specializzazione
Il primo anno del Corso Biennale di Specializzazione in Neurosociologia, si inquadra nel Master in Neuroscienze Sociali Applicate.

Programma del 1° Anno
Insegnamento Neurofisiologia
La struttura del sistema nervoso
La visione
L’analisi dell’informazione visiva: il ruolo della corteccia striata
L’udito, i sensi corporei e i sensi chimici
Controllo cerebrale del movimento
Meccanismi fisiologici del sonno e della veglia
Controllo ormonale del comportamento sessuale
Apprendimento e memoria
La natura dell’apprendimento
Condizionamento classico
Condizionamento operante
Produzione e comprensione del linguaggio: meccanismi cerebrali
Il sistema dei neuroni specchio
Fisiologia del Comportamento  
Introduzione: i disturbi del cervello sociale
Ansia e fobia sociale
Schizofrenia
Disturbi di personalità borderline
Autismo
Deficit dell’attenzione/iperattività e stress
Disturbi da abuso di sostanze
Caratteristiche comuni della tossicomania
Sostanze di frequente abuso  
Disturbi derivanti dall’uso e dall’abuso delle nuove tecnologie digitali
Psicologia sociale, Sociologia e Neuroscienze
La nascita delle neuroscienze sociali
Cervelli sociali e relazioni sociali
L’evoluzione del cervello
La plasticità del cervello
La specializzazione emisferica
L’interazione sociale alla base della vita umana
La maturazione del cervello umano
L’apprendimento sociale
La dipendenza affettiva
Relazioni sociali positive
Comunicazione interpersonale e intrapersonale
nella prospettiva neurosociologica
La comunicazione non verbale
L’empatia
Neuroni specchio e sincronizzazione
Leggere il corpo
Leggere i volti
La comunicazione verbale
Studio del linguaggio come azione sociale
Comunicazione di massa
La comunicazione verbale interpersonale
La comunicazione intrapersonale

Il Programma e gli insegnamenti del secondo anno saranno pubblicati entro il mese di febbraio 2015.

Il Primo Anno di Specializzazione in Neurosociologia si inquadra nell'ambito del Master in Neuroscienze Sociali Applicate.

Per scaricare il Bando di Partecipazione, clicca qui

 
Ass. Naz. Sociologi Dip. Lombardia
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